Domenica Marzo 18th 2007, 13:42
Archiviato in: Decrescita felice
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VARZI - di Christian Draghi
Ada ha poco più di 40 giorni ed è la prima bambina ad essere nata nel piccolo borgo di Casa Praglasso, nel comune di Varzi, dopo quasi 45 anni.
E’ venuta al mondo lo scorso 7 gennaio ed è figlia di Fausto e Simona, membri dell’associazione “CampoCarlo” (così chiamata dal nome di battaglia da partigiano di Gian Battista Lazagna, principale ispiratore dell’associazione scomparso nel 2003), che si occupa del recupero dei territori rurali abbandonati e della ricostruzione in essi di un’ identità sociale basata sull’autorganizzazione, l’autosostentamento, l’autocostruzione e la poesia.
Questa estate due nuove famiglie hanno aderito al progetto e i nuclei famigliari di Casa Praglasso-CampoCarlo (le poche case del borgo sono infatti di proprietà dell’associazione) sono saliti a 3. Con l’arrivo di Ada la popolazione ha toccato quota 11 unità, di cui 6 membri adulti e 5 bambini.
Niente male se si pensa che i “pionieri” di questa esperienza, proprio Fausto e Simona genitori di Ada, si sono insediati solo nel 2003. Casa Praglasso diventa così un’oasi felice nel “deserto” in cui il graduale processo di spopolamento sta inesorabilmente riducendo anno dopo anno l’Oltrepò Montano.
D’altronde, Fausto e Simona a Casa Praglasso si sono trasferiti anche per quello, dato che è anche di ripopolamento che si occupa Campocarlo. Un ripopolamento, però, che deve seguire una filosofia ben precisa.
“Siamo convinti che ogni territorio sia in grado di produrre tutto quello di cui necessita per il proprio sostentamento – spiega Fausto - ed è quello che, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare qui, pur con la consapevolezza che l’autosufficienza totale non sarà pienamente raggiungibile”.
L’esperienza di CampoCarlo costituisce un vero e proprio punto di riferimento per chi crede, come dice Fausto, “che un’alternativa alla società dei consumi e alle sue strutture sia possibile”. da www.vogheranews.it
Questa estate due nuove famiglie hanno aderito al progetto e i nuclei famigliari di Casa Praglasso-CampoCarlo (le poche case del borgo sono infatti di proprietà dell’associazione) sono saliti a 3. Con l’arrivo di Ada la popolazione ha toccato quota 11 unità, di cui 6 membri adulti e 5 bambini.
Niente male se si pensa che i “pionieri” di questa esperienza, proprio Fausto e Simona genitori di Ada, si sono insediati solo nel 2003. Casa Praglasso diventa così un’oasi felice nel “deserto” in cui il graduale processo di spopolamento sta inesorabilmente riducendo anno dopo anno l’Oltrepò Montano.
D’altronde, Fausto e Simona a Casa Praglasso si sono trasferiti anche per quello, dato che è anche di ripopolamento che si occupa Campocarlo. Un ripopolamento, però, che deve seguire una filosofia ben precisa.
“Siamo convinti che ogni territorio sia in grado di produrre tutto quello di cui necessita per il proprio sostentamento – spiega Fausto - ed è quello che, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare qui, pur con la consapevolezza che l’autosufficienza totale non sarà pienamente raggiungibile”.
L’esperienza di CampoCarlo costituisce un vero e proprio punto di riferimento per chi crede, come dice Fausto, “che un’alternativa alla società dei consumi e alle sue strutture sia possibile”. da www.vogheranews.it
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